• Eliana Pagliardi

Perché utilizzare i pregrafismi



La capacità di riprodurre segni grafici comporta il coinvolgimento di diverse aree cerebrali. Infatti, non solo bisogna riuscire a percepire in modo corretto l'elemento grafico facendo un'analisi delle sue caratteristiche: forma, dimensione, orientamento nello spazio, numero di elementi, ecc., ma bisogna avere anche la capacità di rappresentarsi tale elemento mentalmente, prima ancora di ricorrere ai centri della motricità fine, deputati alla sua rappresentazione grafica, coordinandoli correttamente


Quindi, nell’attività di prescrittura sono tutte queste capacità mentali, che sono stimolate e sviluppate e non soltanto quelle riguardanti la coordinazione occhio-mano. Spazio, lateralizzazione, disegno, campo visivo… Queste sono solo alcune caratteristiche che il Pregrafismo mette in campo nell’accompagnare il bambino dall’uso spontaneo di matite, colori e fogli all’apprendimento della scrittura.


Scrivere è un’operazione complessa non solo per ciò che concerne la grammatica e i contenuti che si vogliono comunicare ma soprattutto per la disciplina fisica che impone: il movimento oculare deve seguire il movimento della mano impegnata a compiere gesti che prima di questo momento spesso non possediamo.

E’ per questo motivo che è di fondamentale importanza lavorare sulle forme pregrafiche a partire dalla scuola dell’infanzia, per arrivare pronti per iniziare a scrivere alla scuola primaria.

Spesso i primi esercizi consistono in righe di fogli quadrettati completate da figure semplici, ad esempio una semplice riga di cerchietti distanziata tra loro da due quadretti; si parte dalle forme grafiche più semplici come le coppe, gli archi, gli occhielli, variandone la dimensione, la pressione, il ritmo e si procede poi con le forme più difficili. Ci sono anche libri specifici che accompagnano il bambino dai disegni più semplici a quelli più complessi ma in realtà ciò che invoglia di più il bambino a fare esercizio è creare nuove sequenze su di un foglio pulito con l’aiuto di un adulto o di un compagno che giochi con lui. Questo esercizio, che a noi adulti può sembrare banale, per un bambino è molto complesso perché implica movimenti a cui la mano va educata, così come altri accorgimenti tra i quali il dover star dentro uno spazio definito, seguire una riga nel foglio, contare i quadretti e procedere da sinistra a destra. È importante che questi automatismi vengano appresi dal bambino prima che cominci lo studio delle lettere dell’alfabeto perché l’acquisizione simultanea di nozioni tanto complesse può risultare difficoltosa.

Solitamente il percorso didattico che accompagna il bambino durante la scuola dell’infanzia assolve questo compito pienamente ma per alcuni bambini potrebbe essere necessario potenziare tale attività. Ad esempio, per i bambini disgrafici è fondamentale fare esercizi di pregrafismo poiché questi li aiutano moltissimo a superare le loro difficoltà facilitando l’approccio alla scrittura.



Un Esempio di Esercizio di Pregrafismo di una Curva (figura sx)


Definire il Pregrafismo significa definire le nozioni base di tutto ciò che è scrittura, disegno, anche pittura, ecc.. Il Pregrafismo infatti è, come dice il nome stesso, tutto ciò che viene prima della grafia dato che di vera e propria scrittura ancora non si può parlare. Particolare importanza prendono i tracciati scivolati in un percorso di educazione del gesto grafico, sia nel caso di correzione di disgrafia , sia nel caso di prevenzione.


I tracciati scivolati eseguiti su fogli grandi aiutano i bambini a sviluppare la scioltezza del gesto grafico e a sciogliere eventuali tensioni a livello di articolazione del braccio, a rendere il movimento più ritmato, al miglioramento della posizione. Si tratta di un grande tracciato circolare eseguito con appoggio e scivolamento di tutto l’avambraccio sopra il tavolo, da cui deriva, appunto, il nome di ‘tracciato scivolato’. Tracciati ampi, eseguiti con una grossa matita colorata sfaccettata o pastelli a cera, su fogli grandi ( circa 40 x 50 o più ) posti su piano orizzontale e fissati al tavolo con scotch per evitare che l’avambraccio venga ostacolato e il gomito si alzi. Il tracciato è eseguito dapprima davanti al bambino dall’educatore del gesto grafico che ne indica poi con una crocetta il punto di inizio e con una freccia il senso del ductus. Il bambino ripassa sopra il modello con movimento continuo, finchè la forma non diventa della dimensione di un nastro. Le forme grafiche proposte nei tracciati scivolati sono soprattutto un pretesto per eseguire movimenti di grande ampiezza. Con i tracciati scivolati, con l’impiego di uno sforzo minimo, migliora la postura e la posizione dei vari segmenti coinvolti, così come la pressione,il ritmo e la fluidità e la regolarità del movimento.

📷



I due esempi sono tratti dal libro “I tracciati scivolati” di Adriana Perris



0 views

Tel 347 1894893

  • White Facebook Icon

Eliana Pagliardi

elianapagliardi@gmail.com

© 2018 by Eliana Pagliardi

P.I. 11436631003

Grafologa

Educatrice del gesto grafico

Counselor