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Eliana Pagliardi

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Grafologa

Educatrice del gesto grafico

Counselor

  • Eliana Pagliardi

Il percorso di educazione del gesto grafico

Updated: Oct 15, 2019


La disgrafia è un disturbo specifico di apprendimento che riguarda la grafia e si presenta come difficoltà a riprodurre i segni alfabetici e numerici.


Il ragazzo disgrafico ha bisogno di un intervento specialistico da parte di una figura professionale specializzata, l’educatore del gesto grafico.

Il percorso di educazione del gesto grafico si articola in sedute settimanali della durata di un’ora, in cui ragazzo e operatore lavorano insieme, in un clima giocoso, leggero e empatico, non trascurando però l’importanza dell’impegno e della motivazione da parte dello studente.


In una prima fase dell’intervento l’educatore dedicherà un incontro ai genitori per raccogliere la storia del bambino in una “sorta” di cartella anamnestica. Si passerà successivamente alla valutazione della scrittura del ragazzo e delle abilità di base per l’apprendimento della stessa per arrivare poi all’intervento vero e proprio.


Spesso i ragazzi disgrafici sono carenti in alcuni dei prerequisiti per l’apprendimento della scrittura: motricità fine e globale, orientamento, organizzazione e integrazione spazio temporale, lateralità, conoscenza dello schema corporeo e capacità di rappresentazione dello stesso, coordinazione oculo-manuale, percezione (soprattutto visiva).





Qual è quindi la rotta da seguire per un buon percorso di educazione del gesto grafico?

Il percorso viene diviso in due itinerari distinti ma paralleli.


  1. Il primo percorso riguarderà il lavoro sui prerequisiti, gli esercizi saranno proposti attraverso delle attività-gioco che richiedano sviluppo e potenziamento di singole capacità o di un insieme di abilità. Le attività procederanno secondo dei principi di base, il primo dei quali è: ”si procede dal più facile al più difficile”.

  2. Il secondo percorso riguarderà il gesto grafico e quindi la scrittura corsiva.Si inizierà con esercizi che riguardano il gesto per arrivare poi alla scrittura di lettere e parole.

Il lavoro sul gesto grafico prevede l’osservazione e poi l’esecuzione di coppe, archi, onde, occhielli, fibbie, ecc. sempre partendo dal più semplice al più complesso e, osservando il secondo principio di base, dal più grande al più piccolo.


La grandezza riguarda sia la dimensione del gesto che quella del foglio su cui si scrive. Si lavora anche sui tracciati scivolati, una sorta di palloncini dentro i quali l’operatore traccia il disegno ponendo all’interno del tracciato elementi grafici semplici per poi gradualmente arrivare ad inserire lettere e parole, che il ragazzo deve ripassare più volte. Sono molto importanti per il rilassamento del braccio e per quello mentale e indispensabili per la fluidità della scrittura.


Ci si concentrerà poi sull’apprendimento delle singole lettere, inizialmente sempre inserite nei tracciati scivolati, per poi passare all’esecuzione delle stesse su fogli grandi, fino ad arrivare al foglio di quaderno.

Non è da trascurare inoltre il lavoro sull’impugnatura e sulla postura, che possono essere esse stesse cause di disgrafia.


La collaborazione della famiglia è molto importante avendo solitamente il ragazzo un livello di autonomia non proprio adeguato, come ad esempio impugnare bene le posate, allacciarsi le scarpe, tenere in ordine i materiali scolastici, organizzare lo studio e molto altro.

I genitori possono collaborare lasciando che il ragazzo conquisti gradualmente la propria autonomia personale e non si senta così inadeguato a casa e soprattutto a scuola, dove le sue difficoltà diventano più evidenti.


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