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Grafologa

Educatrice del gesto grafico

Counselor

Disgrafia

Difficoltà grafo-motorie: cosa fare prima del rientro a scuola?

La grafia si è rilassata con le penne a sfera degli anni Sessanta, poi con i pennarelli degli anni Ottanta e infine con l’uso senza dubbio eccessivo della fotocopia, che dispensava gli allievi dallo scrivere. Occorre riabilitare pienamente la scrittura in corsivo e fare della bella scrittura un obbligo reale. Il fanciullo deve riscoprire il piacere dello scrivere. È un modo per lui di essere padrone del suo gesto, di esprimere la sua personalità e la sua identità (Lang, 2002)

Alcuni bambini presentano delle difficoltà grafo motorie che influiscono negativamente sull’acquisizione di un gesto grafico fluido e funzionale, impedendo che la scrittura corsiva diventi, nei primissimi anni della scuola primaria, comprensibile, sufficientemente veloce e, più tardi, si personalizzi diventando rappresentativa della personalità di chi scrive.

Sono molteplici i prerequisiti alla base dell’apprendimento della scrittura: motricità globale e fine, coordinazione motoria, lateralità, coordinazione oculo-manuale, orientamento spaziale e temporale, ritmo, percezione visiva e molti altri. Allo scopo di rendere il gesto grafico più fluido, fare qualche esercizio sulla prevenzione o rieducazione durante l’estate, prima di rientrare a scuola, potrebbe essere d’aiuto per affrontare un anno scolastico con minore disagio.

Importanza del Corpo e Il Movimento Il movimento è alla base di qualunque gesto, azione compiuta dal corpo, esso riveste un’importanza fondamentale nella scrittura, soprattutto nei casi di disgrafia, dove un gesto grafico fluido si acquisisce attraverso il controllo e la liberazione del movimento.

Sperimentare a livello corporeo globale forme e gesti favorisce la consapevolezza corporea unendo il piacere e l’appropriazione senso-motoria. Qualunque movimento, come girare, rotolare, saltare, esplorare , giocare, tirare, essere tirati, spingere, essere spinti, trasportare o essere trasportati, esplorare ad occhi chiusi oggetti, persone, favorisce il contatto con gli altri. Danzare liberamente (la danza è un potente mezzo espressivo), consentirà al bambino di percepirsi come unità di corpo e psiche. Lo aiuterà a liberare le tensioni, favorendo pian piano la distensione e il controllo.

A livello grafico

La Linea

Ogni linea può essere rappresentata con il corpo con atteggiamenti e movimenti che si effettuano in diverse direzioni.

La linea orizzontale e diagonale

Con il corpo, si cercano atteggiamenti, posizioni che evochino l’orizzontalità:

• Il bambino si stende su un tappetino, in posizione orizzontale

• In piedi, si piega in avanti per formare un angolo retto e la schiena è in posizione orizzontale.

• In movimento, partendo da sinistra a destra, compie lateralmente passi formando linee orizzontali.

• Con una mano, da fermi o in movimento, si traccia una linea orizzontale procedendo da sinistra verso destra, variandone la lunghezza, la velocità, il ritmo, accelerando e rallentando.

• La linea verticale e la linea obliqua.

• Il bambino cerca posizioni che rappresentino la verticalità.

• Si compiono poi gli esercizi precedenti, tenendo conto che la linea verticale viene tracciata dall’alto verso il basso.

• La linea diagonale può essere invece tracciata nei due sensi: dall’alto verso il basso e dal basso verso l’alto.

Consigli per gli esercizi Tutti questi esercizi si possono svolgere con un foulard. Il foulard leggero aiuta la scioltezza del gesto/coordinazione e spinge a compiere movimenti fluidi e agevoli. Ciò favorisce la conquista del proprio spazio personale. (cfr. S.Martinet: “La musica del corpo” ed. Erickson) Una volta appresa la direzionalità dei gesti, l’esercizio si può svolgere a coppie, creando linee in contrasto: il rieducatore traccia una linea orizzontale e il bambino una linea verticale; questo esercizio si può svolgere anche tenendo i foulard tesi con entrambe le mani. Le linee si traspongono poi sulla lavagna e sul foglio, prima sul piano verticale e poi sul piano orizzontale.

Infine si stimolerà il bambino a rappresentare con il corpo le lettere dell’alfabeto, ad esempio: gli si chiederà di rappresentare con tutto il corpo, poi con le braccia, mani polsi, un cerchio che costituirà la base per scrivere le lettere “o, a, d, g, q”. Questo esercizio si può svolgere anche disegnando un cerchio a terra e facendolo percorrere al bambino in senso antiorario.